20/08/2014
Comunicato Ufficiale in seguito pubblicazione articolo del 19 Agosto sul Quotidiano di Lecce in risposta alle accuse pervenute nei nostri confronti da parte del Sig.ra Fabiana Pacella
Otto ore e mezza di musica e sballo nelle campagne del salento non è il titolo di un best seller tradotto in 20 lingue, nemmeno quello di un film fuori concorso candidato al festival international du film de Cannes, bensì è il titolo di un pezzo giornalistico becero che fa un uso improprio non solo della lingua italiana ma anche quello dell’informazione che è priva di qualsiasi norma del codice deontologico.
A raccontare, forse il primo in Italia, gli effetti nefasti della manipolazione giornalistica ai fini politici è stato il film di Marco Bellocchio con il sbatti il mostro in prima pagina. Il suo lavoro, oltre che rappresentare una ricostruzione dei rapporti sociali e gli equilibri politici economici che hanno contraddistinto e continuano a contraddistinguere questo paese, mantiene viva la denuncia nei confronti di quel pezzo di società, che attraverso il proprio status economico e politico ricorre alla propria forza per fare leva sulla coscienza dell’insieme sociale per legittimare la propria virilità. Il retaggio storico italiano ha reso possibile questa stratificazione che vede oggi la disinformazione un passaggio obbligatorio per tutelare gli interessi del più forte e garantirsi una via sicura nel successo professionale. Oggi disinformare è diventato cosi semplice che ha reso addirittura difficile poter informare correttamente. Tuttavia è bene sottolineare come la disinformazione abbia, a volte, come oggetto l’incremento degli ascolti al fine di generare traffico dei internauti che tradotto significa più guadagni.
Noi siamo contro questo giornalismo che fa la caccia alle streghe, pertanto l’intento di questa missiva è fare appello alla coscienza di tutti, perché’ sensibilizzare significa dare un segnale significante a quella parte di giornalismo che la nostra generazione è stanca del vostro modo di lavorare.
A tale proposito vogliano chiarire alcuni punti.
La festa che viene citata in un articolo di un noto quotidiano locale non è stato un rave party, ne tanto meno un raduno privato pubblicizzato su siti dedicati, pagine facebook blindatissime e brevi messaggi sui cellulari.
La festa ha avuto luogo nel rispetto delle norme e delle leggi che disciplinano le associazioni, pertanto tutti i membri della festa sono stati regolarmente registrati cosi come previsto nello statuto dell’associazione. Peraltro, la sicurezza dell’evento e’ stata gestita da un’agenzia con esperienza nel settore e nessun disordine si e’ verificato durante lo svolgimento delle feste. Infine, non si e’ trattato di un rave party di dieci giorni ‘senza soluzione di continuita’’ ma di feste giornaliere che si svolgevano durante la mattinata.
Intelligentemente abbiamo pensato di raccontare tramite foto che potete trovare sulla nostra pagina fb : vibesclubsalento i nostri party che ci illustrano questo nostro mondo dove si respira aria di libertà, dove si radunano degli amici animati dalla passione per condividere musica ed emozioni nel rispetto dell'ambiente e di chi li ospita.
Distinti Saluti
Associazione Culturale
Vibes Club