04/10/2025
La bottiglia di amaro Fabrizi era sparita.
Il titolare chiamò subito a raccolta i tutti i collaboratori, ma nessuno ne sapeva nulla.
Le forze dell’ordine cominciarono ad indagare, interrogarono tutti i clienti, schedarono quelli più inclini a bere bene.
Davanti alle telecamere si celarono davanti al più classico dei “no comment”.
Ma i sospettati erano chiaramente tre: il cerusico, grande amante del buon vino, ed appassionato ad ogni novità, avrebbe resistito alla tentazione di portare via la preziosa bottiglia?!?
L’habituè del bancone: amante del Negroni, e di tutto ciò che è amaro, fine conversatore, era lui che, ammaliando con le chiacchiere il barista aveva sottratto il nettare?
Il venditore: tutti lo sapevano, sognava il mandato per potarlo vendere, ed invece era stato premiato il suo antagonista.
Poteva essere vendetta?
Il comandante della stazione strinse il cerchio.
Il suo indiziato numero uno era il cerusico: brillante, abituato al bello, studioso di ricette.
Tra le sue mille pozioni molto spazio per nascondere la miscela di erbe scomparsa.
Gli uomini dell’arma si recarono nella villa del titolare per comunicare la prossima chiusura dell’indagine.
E quando fu loro aperta la porta della lussuosa abitazione dalla domestica ciò che videro li scioccò:
Il titolare addormentato in poltrona, il bicchiere in mano, e sul tavolino la bottiglia di amaro Fabrizi. Vuota.