10/06/2026
Ho aperto il 42 per molte ragioni.
Ma quella vera, quella che non ho scritto da nessuna parte è che volevo che mio figlio crescesse con un padre di cui essere orgoglioso. Non uno che ce l’ha fatta. Uno che ha provato con tutto quello che aveva a costruire qualcosa che valesse la pena.
Carlo lo capisce senza che glielo debba spiegare.
Ogni settimana prende i suoi figli, li porta al 42, e gli dice con i fatti, non con le parole che il tempo con loro è la scelta più importante che può fare. Un tavolo, un dado, due bambini che scelgono il gioco.
Non ho creato questo posto per vendere drink o fare eventi.
L’ho creato perché certi momenti, quelli veri, quelli che restano, hanno bisogno di uno spazio. E io volevo essere quel posto per qualcuno.
Carlo lo è già per i suoi figli.
Il 42 ha solo apparecchiato il tavolo.
📍 Salerno ·