01/12/2021
Best post ever of 2021, punto.
Grazie Rovereto Violenta, quando stamane abbiamo letto queste righe, tra l’altro in una situazione pubblica che non lo permetteva, sono scappate le lacrime.
E grazie davvero a tutte le persone che hanno condiviso e stanno condividendo il loro affetto, i loro ricordi, i loro aneddoti legati al Loco’s.
Come mi ha scritto ieri in un messaggio Marco Benedetti aka Recluta, l’architetto che ideò, disegnò e progettò il Loco’s nel lontano ‘93 assieme a Lucia Bozzini sua moglie, “Purtroppo siamo lontani altrimenti era chiaro saremmo stati lì con voi.
È vero il locos è stato molto di più di un bar .
È stato veramente un punto di aggregazione che la città riconosceva come tale.
Nato per durare non per essere un affare momentaneo, è durato con forza grazie alle persone che l'hanno gestito e frequentato.
Mancherà.”
E su queste parole, non ci resta che dirvi ancora una volta: grazie.
Se siete abbastanza vecchi, potete ricordare come all’interno vi stazionasse permanente una coltre di fumo, seconda solo al Grande Smog del dicembre 1952 a Londra (maledette leggi liberticide contro il fumo nei locali pubblici) e come arrivare al bancone ti desse la sensazione di aggrapparti ad una scialuppa di salvataggio durante un naufragio nella nebbia.
Potete ricordare quando il suo spazio interno non era più sufficiente a contenere tutti e la piazzetta antistante si riempiva fino a via Rialto e le auto che dovevano salire per via Vallunga sembravano ciclisti attorniati dai tifosi negli ultimi metri del tappone di montagna.
Potete ricordare tutte le serate, le feste, i concerti, l’inizio dell’estate con tutte le nuove facce che vi entravano per la prima volta.
Potete ricordare tutti gli amici, quel tipo o quella tipa che vi è sempre piaciuta e con cui non avete mai combinato niente oppure vi siete imboscati clandestinamente in uno dei portoni appena più in là e qualcuno che se n'è andato troppo presto, con cui ci avete trascorso del tempo.
Potete ricordare le sbronze, le grida e le risate che signora mia in questa strada c’è la movida, il degrado e non si dorme più.
E pure, ad una certa, gli abbaglianti della pattuglia che aveva appena finito di sgominare la pericolosa mala locale (o la partita a briscola con i colleghi, fate voi) e passava a ricordare che era ora di chiudere.
Potete ricordare (anche se non siete così vecchi) che la Vigilia di Natale c’era un solo posto dove potevi trovare tutti, ma proprio tutti, anche chi a Rovereto non ci viveva da anni, ma era in città per vedere la famiglia ed ad un certo punto era fuggito (prima che lo zio fascio iniziasse a ricordare come si stava bene quando i treni arrivavano in orario) dalla cena parentale per fare almeno un salto.
Ieri pomeriggio, come la peggio coltellata alla psico dentro la doccia, è trapelata, con un tam-tam tra amici, la notizia della chiusura del Locos.
Quella che è stata l’ultima storica gestione, che negli anni aveva già subito dolorosi addii, se ne va e ci lascia con questo fardello di ricordi buttati là dentro, in quello che per tanti è stata una sorta di pied-à-terre, una stanza aggiuntiva della propria casa.
E se non siete tra quelli che ieri l’hanno saputo e sono passati in serata per l’ultimo saluto e l’ultimo giro, beh, buon mercoledì del c***o, perché probabilmente vi porterete questo senso di malinconia fino a sera.
Tanti auguri per la nuova vita Locos!
Ti si è voluto, ti si vuole e ti si vorrà sempre un sacco di bene.
N.B. Per chi arriverà, sappiate che se non lo tratterete con il rispetto dovuto, verranno organizzate serate reclutando il fottuto dream team dei peggiori avventori dall’apertura del locale ad oggi, con conseguenze che potete solo immaginare.