14/10/2026
IN MEMORIA DI PIETRO
Ci sono persone che, anche dopo tanti anni di lavoro, riescono ancora ad entrarmi nel cuore senza chiedere permesso. Pietro è stato una di loro.
Sono quasi quarant’anni che mi occupo di anziani. Cerco di restare professionale, di essere presente e partecipe senza lasciarmi travolgere. Ma ogni tanto qualcuno dei “miei” anziani mi conquista, piano piano. Pietro lo ha fatto.
È arrivato a Villa La Rocca in condizioni davvero critiche, nel corpo e nello spirito. Non ci siamo arresi: abbiamo fatto tutto il possibile perché potesse ritrovare le forze e la voglia di vivere. E, dopo un po’, Pietro è rifiorito. È diventato anche uno degli interpreti del mio libro, "Qui dove la vita continua" con una sua bellissima storia anzi, con LA SUA bellissima storia.
Ogni mattina mi aspettava per salutarmi e raccontarmi qualcosa di nuovo, con un entusiasmo contagioso. Si era integrato con la struttura, con il personale e con gli altri ospiti. Tutti i giorni in palestra a lavorare per rimettersi in piedi. E aveva trovato Salvatore: tra loro era nata un’amicizia speciale, di quelle che fanno bene a chi le vive e anche a chi le guarda.
Quando Pietro è partito in cielo, domenica 11, io ero a letto con l’influenza. Non ho potuto salutarlo e questa cosa mi pesa. Da ieri, da quando sono rientrato in ufficio, la sua assenza si fa sentire ancora più forte. Ho cercato di trattenere le lacrime, ma non ci sono riuscito. Siamo umani, per fortuna.
Ho avuto modo di leggere la bellissima lettera che i suoi familiari gli hanno letto in chiesa. Nelle loro parole c’è Pietro: la sua ironia, la sua tenacia, i suoi affetti e la vita che ha saputo ritrovare anche qui, a Villa La Rocca, e ci sono anche i ringraziamenti a noi che qui lavoriamo.
Grazie Pietro, per quello che hai dato a noi, oltre che ai tuoi figli, Oliviero e Alessio, e a tua moglie. Ci hai lasciato ricordi, racconti e un’amicizia che continuerà a farci compagnia.
Buon viaggio, Pietro. Ci mancherai.... (la palestra è più vuota adesso!)