30/03/2022
Professionisti dello spettacolo e della notte uniti per Fabrizio De Meis
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CLUB CONSORZIO
A chi è aperto
Bisogna ragionare in maniera nuova. Il formato “discoteca”, con i suoi storici (e in molti casi ancora
validi) perimetri, non contiene per forza né dal punto di vista operativo né dal punto di vista
culturale ciò che è andato diffondendosi in Europa sotto l’egida della “club culture”: non solo uno
spazio fisico, ma una attitudine – e un mercato – che si riflette anche in festival, eventistica,
operazioni speciali di marketing, branded event, moda, comunicazione a trecentosessanta gradi.
Naturalmente il “cuore” del Consorzio nasce in primis da chi è coinvolto nella gestione di club e
festival e a chi produce e suona musica elettronica, ma l’approccio è inclusivo. Chiunque può far
parte di CLUB CONSORZIO. Anche chi appartiene già ad altre associazioni, altri consorzi, altri
sindacati pre-esistenti. Il necessario denominatore comune è l’attenzione alle mille dinamiche di
ciò che è unanimemente riconosciuto come “club culture”, all’innovazione, al networking di idee,
di suggestioni e di collaborazioni su scala europea e mondiale.
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A cosa serve, come è strutturato
Due livelli. Il “primo livello” è una piattaforma di condivisione di conoscenze e di informazioni da
parte degli addetti al settore a trecentosessanta gradi, come da ragione sociale di CLUB
CONSORZIO, fruibile da tutti i consorziati in regola col versamento della quota annuale.
Il “secondo livello” ha il compito di monitorare costantemente la circolazione di idee all’interno
della piattaforma, proporre ufficialmente a nome di CLUB CONSORZIO delle soluzioni su problemi
pratici legati alle dinamiche di mercato e ai rapporti con le istituzioni che siano, eventualmente,
anche vincolanti per i consorziati. Il secondo livello fa quindi da vero e proprio “Board Of
Innovation”, con la possibilità e il dovere di fare una sintesi degli spunti emersi nella
comunicazione di primo livello, oltre che da organo amministrativo e deliberativo ufficialmente
riconosciuto (ad esempio, nell’impegnare capitoli di spesa per consulenze e simili, presentando
annualmente un preciso rendiconto su entrate ed uscite).
CLUB CONSORZIO esprimerà uno o più “Ambassador” col compito di rapportarsi costantemente
con le istituzioni, coi media, con l’opinione pubblica.
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Come può partire
CLUB CONSORZIO diventa una realtà operativa nel momento in cui vengono ###X pre-adesioni e la
copertura geografica di almeno 18 regioni su 20 secondo la residenza dei partecipanti alla pre-
adesione, ciascuno col versamento di una quota di 50 euro. Nel caso non venga raggiunto il
numero richiesto di pre-adesioni o la copertura geografica necessaria, la quota di 50 euro verrà
restituita.
Per limitare i costi, CLUB CONSORZIO opererà per lo più utilizzando esistenti piattaforme on line,
soprattutto nella fase iniziale. La raccolta di adesioni iniziale può essere effettuata tramite una
piattaforma di crowdfunding di quelle disponibili già sul mercato, l’operatività di primo livello (ed
eventualmente anche di secondo livello) può svolgersi su Facebook.
Una volta raggiunta la quota di adesioni prefissata, tramite tutti gli iscritti si arriva ad eleggere un
“Board Of Innovation” di 20 persone che rappresenta in tutto e per tutto il “secondo livello” di
CLUB CONSORZIO così come precedentemente descritto, a cui vanno aggiunti 5 membri fissi
identificati preliminarmente tra i più importanti player di mercato.
All’interno di questo “Board Of Innovation”, almeno 3 persone devono garantire un monitoraggio
costante e pro-attivo del “primo livello” su base giornaliera. Per queste figure è stanziato anche un
corrispettivo economico. La loro carica è rinnovata su base semestrale e viene decisa dal “Board of
Innovation”. Il “Board Of Innovation” è rinnovato su base annua. Ad ogni insediamento, il
“comitato” scientifico esprime uno o più “Ambassador”.
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Cosa si propone
Condividere pratiche virtuose ed innovative. Migliorare e velocizzare l’identificazione di fornitori
affidabili, equamente retribuiti, efficaci. Mettere in contatto i player del settore in un ambiente
“protetto”, al riparo del “rumore bianco” da web, social, eccetera. Elaborare suggerimenti
operativi e proposte di legge. Sottolineare l’importanza di un salto in avanti sistematico e
sistemico dal punto di vista sia culturale che operativo nel campo degli eventi e della musica:
ovvero lì dove si concentrano i settori europei e mondiali a maggior tasso di crescita. Un campo
che in Italia sconta ancora una arretratezza (reale o solo percepita – non è importante quale delle
due…) molto importante e dannosa. In Italia esistono specificità ed eccellenze non ancora
valorizzate, identificate dalle istituzioni, messe fra loro a sistema.