23/06/2026
Ci siamo presi qualche giorno prima di trovare le parole giuste. Succede ogni anno, dopo il Pride. Rimangono le immagini, gli incontri, gli abbracci, la fatica e la gioia di una città che per un giorno sembra ricordarsi la versione migliore di se stessa.
Eppure il Pride ci ricorda sempre che non è nato come una festa, prima di essere una celebrazione è stato una conquista e continua ad essere una manifestazione che rivendica diritti, dignità e libertà per tutte le persone. Per questo, per noi de I Candelai, esserci non è mai una formalità, non è qualcosa che facciamo per abitudine o perché fa parte del calendario degli eventi della città, ma è un gesto di appartenenza e di responsabilità verso Palermo e verso la comunità che ogni giorno attraversa i nostri spazi. Perché i luoghi non sono mai neutrali: possono escludere o accogliere, alimentare la paura o la libertà, chiedere di nascondersi o permettere di mostrarsi per ciò che si è. Da sempre proviamo a costruire un luogo in cui sentirsi al sicuro, ascoltati e liberi, dove le differenze non siano semplicemente tollerate ma riconosciute come un valore, dove la musica e la notte possano diventare occasioni di incontro, di scoperta e persino di cambiamento.
Sabato, guardando le migliaia di persone che hanno attraversato le strade di Palermo, abbiamo visto ancora una volta come il Pride continui ad avere un significato profondo proprio perché ci ricorda che nessun diritto è garantito per sempre e che la libertà esiste davvero soltanto quando è condivisa. In un tempo che spesso ci spinge a essere più duri, più veloci e più indifferenti, la partecipazione oceanica di quest’anno è stata un richiamo all’umanità, all’ascolto e alla cura reciproca, valori senza i quali nessuna comunità può dirsi davvero tale. È un privilegio poter fare parte di questa storia anno dopo anno. E forse il senso più autentico di questi giorni è proprio qui: nella consapevolezza che una città migliore non nasce da sola, ma dall’impegno quotidiano di chi sceglie di aprire spazi, costruire relazioni, difendere libertà e immaginare un futuro in cui nessuno debba chiedere il permesso per essere sé stesso.
A chi era in strada sabato, a chi c’era molto prima di noi e a chi continuerà questo cammino dopo di noi, va il nostro grazie. Noi continueremo a esserci, con la stessa convinzione, la stessa gratitudine e la stessa cura.
Grazie al Palermo pride