09/02/2021
CHIARIMENTI SU ORDINANZA PEDONALIZZAZIONE BISIGNANO
Ci tengo a chiarire una serie di aspetti circa la decisione di sperimentare la pedonalizzazione di via Bisignano. Mi spiace riuscire solo ora, ma purtroppo le cose da fare e da seguire sono tante che non ne ho avuto la possibilità.
La prima cosa, è che questa decisione viene da lontano e parte proprio dalla atavica diatriba tra residenti (alcuni e particolarmente autoreferenziali) e gestori dei locali.
L’invivibilità dell’area è nota a tutti e l’immobilismo della Municipalità, che il Presidente Di Giovanni chiama “equilibri faticosamente raggiunti”, non ha prodotto alcun beneficio. Anzi.
Da tempo l’amministrazione ragiona su un piano di pedonalizzazione cittadino che, con l’emergenza covid e dopo la clausura forzata, si è reso ancora più urgente per vari motivi:
1. Restituire alla cittadinanza spazi vivibili e aria pulita, limitando la circolazione delle auto, ma anche luoghi di ritrovo sicuri la cui organizzazione possa favorire il controllo delle forze dell’ordine.
2. Aumentare le zone di passeggio così da evitare resse nelle aree solite, particolarmente interessate da fenomeni di assembramento.
3. Favorire la ripartenza delle attività commerciali legate alla somministrazione che, ancora oggi, sono costrette alla chiusura anticipata alle 18.
Sulla scorta di questo indirizzo politico fortemente sentito, si è cominciato a ragionare sugli assi viari non interessati dal trasporto pubblico.
Tra i vari, Chiaia rappresenta un obiettivo da tempo, pertanto non abbiamo voluto tralasciarla proprio per gli episodi che l’hanno interessata nel corso di questi anni.
E’ così cominciata un’interlocuzione con esercenti residenti, municipalità e associazioni di categoria, a cui è stata rappresentata la volontà dell’amministrazione di trasformare quell’area per renderla luogo da vivere di giorno e non solo di notte, dove mettere delle regole per la serena convivenza delle esigenze di ciascuno, nel rispetto dei residenti, dei lavoratori, dei minori, dei gestori e degli utenti, il che, ci tengo a precisare, non sottintende in alcun modo un’invasione delle strade di tavoli e tavolini in anarchia. Tutt’altro!
Inizialmente si ragionava sulla pedonalizzazione 24h dell’intera area di Chiaia che, ci tengo a precisare, resta assolutamente volontà di questa amministrazione che crede fortemente nel potere di valorizzazione e trasformazione intrinseco nelle APU.
La mediazione, dapprima con la municipalità, poi con esercenti e associazioni di categoria ha portato alla decisione di:
- Cominciare a sperimentare un’APU che partisse dalle h14 per consentire ai genitori di portare i bambini al plesso scolastico insistente sell’area senza limitazioni di mobilità (io sono contraria in quanto credo andrebbero pedonalizzate tutte le aree adiacenti alle scuole per la sicurezza dei minori stessi, ma vabbè…)
- Anticipare la chiusura delle attività di somministrazione come punto di incontro rispetto alle richieste dei residenti che lamentano un’invisibilità notturna ed un mancato rispetto delle regole da parte di talune attività.
- Partire con la sperimentazione su via Bisignano (una delle poche strade ancora non pedonali) dove si era trovato un punto di incontro e una disponibilità da parte di esercenti e associazioni di categoria.
- Dare la possibilità alle attività di occupare ulteriore suolo pubblico per il solo spazio che intercorre tra paletti e marciapiede, lasciando totalmente libero l’asse strada e senza null’altro a pretendere!
La decisione, come immaginavamo, ha surriscaldato gli animi di quei residenti - pochi, orbi e intellettualmente disonesti - che non riescono ad ammettere la bontà dell’iniziativa, che va incontro in primis alle loro esigenze, perseguendo il solo obiettivo di attaccare politicamente l’ente (amara verità).
Segue poi la reazione di una Municipalità (nello specifico rappresentata dal solo presidente e dal presidente ombra) evidentemente priva di una autonomia di pensiero e di visione, vittima di una prepotente borghesia tiranna che impone le regole di pochi alla collettività tutta.
Seguono inoltre le proteste degli esercenti dei vicoli adiacenti che, evidentemente, non solo qualcuno aveva aizzato facendogli credere che la limitazione oraria riguardasse anche loro, ma ahimè si ribellano all’idea di doversi adeguare ad una trasformazione che impone il rispetto delle regole della serena convivenza.
Spiace che su questa vicenda vi siano narrazioni tossiche e disoneste, ma - forti delle motivazioni che ci hanno spinti a tale scelta e delle esperienze analoghe precedentemente vissute (vedi proteste ristoratori lungomare) - andiamo avanti su questo percorso sempre disponibili al dialogo e al confronto con la città tutta.
Laura Bismuto