La sua genesi non è tanto diversa dalla nascita di un movimento giovanile: si forma a Catania sul finire degli anni zero, nelle feste clandestine o allestite per bisogno, quando l’offerta culturale cittadina si avviava alla stagnazione e alla standardizzazione dei gusti. Feste che andavano ben oltre il semplice svago: accoglievano DJ producers, musicisti, street-artists, grafic designers, bloggers
e reviewers. L’attenzione al nuovo e all’inedito, allo stesso tempo critica ed entusiasta, è stato il collante principale, l’espressione più citata (in gergo) “Belle cose”, in inglese Cool Stuff. Il “Nuovo”, ovvero il grande assente nelle agende delle amministrazioni e nella maggior parte delle strutture dedicate all’entertainment; le potenzialità economico-culturali della nightlife, attestata tra i primi motivi di attrazione del crescente flusso turistico under 35 e unico indotto in attivo nel tessuto economico locale, ma esclusa dalle politiche di sviluppo; la naturale e feconda voglia di restare, costruire ed importare modelli, quando tutto ti invita a scappare: questo ha solidificato l’ingaggio emotivo. Che ha quasi dell’ideologico: la bandiera è quella della musica. Dagli entusiasmi intermittenti alla continuità organizzata il passo è stato breve, nonostante l’ostilità cronica di un certo commercio bigotto (dove il dio è il denaro), il divario con l’Europa, la dispersività della scena politica, la decultura dilagante. Tutto è iniziato con “Vomitaizer”, il party a uso e consumo di chi era troppo giovane per entrare in discoteca o troppo informato per restarci: la palestra per i producer locali, il vivaio delle crew, il posto dove scambiare musica fresca di stampa, trasversalmente ai generi e al censo dei partecipanti. Da quel 31 agosto 2010, Cool Stuff ha intessuto e continua a intrecciare reti e relazioni con i locali di Catania, con le esperienze analoghe nel resto d’Italia, con le attività commerciali, artigianali o redazionali legate alla diffusione di tendenze, con le label e le agenzie di booking, con gli attori del marketing non convenzionale, con i “nerd” e gli sviluppatori del world wyde web, con il sottobosco delle arti visive digitali e di strada. Se Vomitaizer rappresenta l’appuntamento unico che contiene e fa convergere in modo globale gli stili emergenti, ad approfondimento di ogni genere Cool Stuff ha creato eventi specifici, sempre orientati all’inedito: Flow Job per l’hip hop e la dubstep, Beat Banger per la disco e l’electro, Evil per l’indie-rock e il synth punk, con il tempo si aggiungono il Monday Kong e il Plus per dare visibilità agli artisti locali e creare continuità alla scena. Cool Stuff si candida ad essere amplificatore e radar per ognuno degli oltre 10.000 contatti che esprimono quotidianamente i loro “likes”, “follow” e “share” o semplicemente scambiano contenuti freschi all'interno di esso, sentendosene parte. Cool Stuff nasce dall’aggregazioni di diversi elementi che hanno popolato le notti bravi catanesi e non solo, punto di riferimenti fin da subito per gli eventi di elettronica in Sicilia e un po’ in tutto in sud Italia. Basta pochissimo per affermarsi nel territorio e sono notevoli le collaborazioni che chi lavora nel settore. Basta pensare che al loro primo parti le presenze sono state circa di 1700 anime, che in città come Catania sono numeri. Cool Stuff si avvale da subito di una quantità di collaboratori davvero numero, che spaziano in tutti i campi legati al mondo dell’intrattenimento, da fotografi a promoter, passando da DJ a Visual e grafici. Il primo progetto, diciamo la colonna portate di Cool Stuff è il Vomitaizer, festa a sbarco abusiva fino ad all’ora, che diventa faro dell’elettronica nel sud Italia, in meno di un anno riesce ad ospitare tutti i nomi ri rilievo della scena clubbing europea. Il secondo progetto a lunga durata che Cool Stuff insieme a Pulp e No Fake Beats sforna è il Flow Job, questa volta ci avviciniamo a due generi musicali più underground, il Rap e la musica Bass nelle sue diverse sfaccettature, anche in questo caso in successo degli eventi è incredibile, e in meno di un anno si esibiscono sul palco tutti i più grandi rapper italiani e nomi molto conosciuti a livello europeo per quanto riguarda la DubStep e la Drum’n’Bass. Subito dopo Cool Stuff inizia a produrre The Beat Banger (elettronica), Evil (Rock), Arcade (Elettronica). Amplificando la loro portata i ragazzi catanesi iniziano anche a produrre giovani dj e arrivano ad avere un piccolo roster di artisti davvero interessante per quanto riguarda la Techno/Elettronica, tra cui possiamo annotare: 1984, Junglestorm, Overnoize, Stop&Play, Konstrict, Scap, Kaioh.