07/08/2026
A una settimana dalla pubblicazione, il post relativo alla violenza subita dai Carabinieri davanti al mio locale ha raggiunto oltre 59.000 visualizzazioni, insieme a numerosi commenti e condivisioni. Ciò dimostra quanto questo argomento sia sentitamente partecipato. Desidero ribadire che la mia intenzione era quella di descrivere un fatto accadutomi a pochi giorni dall'incidente di Fakir a Bologna, per via delle evidenti analogie tra i due episodi. In primo luogo, ho voluto sottolineare la professionalità, la calma e la freddezza degli operatori delle forze dell'ordine (io stesso, pur non essendo una persona violenta, non avrei avuto così tanta pazienza).In secondo luogo, vedere la scena ripresa da un connazionale solo a partire da un momento specifico del fermo — ovvero da quando il malfattore, dopo aver reagito violentemente a un normale controllo, era stato immobilizzato — mi ha fatto capire quanto facilmente una vicenda possa essere falsata. È stato proprio questo il motivo principale della mia pubblicazione. Per una persona come me, che ha sempre creduto nell'operato delle forze dell'ordine, era fondamentale evidenziarlo. Molti hanno commentato ciò che ho pubblicato e documentato in modo ineccepibile (il video integrale, d'altronde, parla da sé), ma diversi utenti hanno sostenuto che la mia vicenda non c'entrasse nulla con i fatti di Bologna. Io, sinceramente, non sono entrato nel merito di quell'episodio, ed è proprio qui la differenza. Per me si tratta di un evento per il quale si attende ancora di chiarire la verità e le effettive cause del decesso. L'errore sta proprio in chi ha già bollato l'accaduto come un omicidio. Se il soggetto fermato davanti al mio bar fosse stato cardiopatico, avesse assunto sostanze o avesse accusato un malore a seguito del fermo, ora staremmo parlando di un altro ipotetico "omicidio"? Gli operatori non hanno certo il dono della veggenza, né tantomeno l'obbligo o la possibilità di conoscere il quadro sanitario di chi commette una violenza immotivata prima di doversi difendere e procedere al fermo.
Paolo Cortese