Studio tecnico Geom. Enrico Faccioni

Studio tecnico Geom. Enrico Faccioni Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Studio tecnico Geom. Enrico Faccioni, Bovolone.

08/08/2026

🧱 Muri di sostegno
La tavola confronta diverse configurazioni di muri di sostegno, evidenziando come la variazione di geometrie (toe, heel, controforti, buttress) modifichi il comportamento statico rispetto alle spinte attive del terreno.
Nei modelli a mensola, la stabilità è governata dal rapporto tra momento resistente della sezione e momento ribaltante generato dalla pressione laterale del terreno, con verifica combinata di scorrimento, ribaltamento e capacità portante della fondazione.
Le soluzioni gravity e counterfort sfruttano masse e irrigidimenti per ridurre le sollecitazioni flettenti, mentre le configurazioni con sovraccarichi, backfill inclinato o carichi concentrati richiedono analisi aggiuntive delle condizioni limite, inclusa la variazione del diagramma delle pressioni secondo Rankine o Coulomb.

28/07/2026

Il rischio zero non esiste

Non esiste quando attraversiamo la strada.
Non esiste quando prendiamo l'automobile.
Non esiste quando saliamo su un aereo.
E non esiste nemmeno quando progettiamo un edificio.

Il rischio è sempre il risultato di due fattori:
la probabilità che accada un evento;
le conseguenze che quell'evento può avere.

Per questo motivo due situazioni possono avere lo stesso rischio pur essendo molto diverse tra loro: un evento rarissimo ma con conseguenze gravissime, oppure un evento frequente ma con effetti modesti.

L'obiettivo dell'ingegneria non è eliminare il rischio. Sarebbe impossibile.
L'obiettivo è ridurlo fino a un livello ritenuto accettabile dalla società.
Ed è proprio questo che stabiliscono le norme tecniche.

Quando progettiamo una struttura non la dimensioniamo perché sia "indistruttibile". La progettiamo affinché il livello di sicurezza soddisfi gli standard che la collettività ha scelto di adottare, bilanciando sicurezza, sostenibilità tecnica ed economica.

In altre parole, non esiste il rischio zero: esiste un rischio accettabile, definito attraverso norme, studi statistici e decenni di ricerca. Questo non significa accontentarsi.
Significa riconoscere che ogni incremento di sicurezza ha un costo e che, oltre un certo punto, ridurre ulteriormente il rischio richiederebbe risorse sproporzionate rispetto al beneficio ottenuto.

È per questo che parlare di sicurezza significa sempre parlare anche di gestione del rischio, non della sua eliminazione.

P.s. lo squalo ha un impatto emozionale molto forte ma in realtà siamo più noi un rischio per loro che loro per noi.

20/07/2026

Nella realtà l'Africa è decisamente più grande della Russia, sia come superficie complessiva sia se confrontiamo le distanze massime da un estremo all'altro. Sulla maggior parte delle carte geografiche che usiamo tutti i giorni, però, sembra avvenire l'esatto contrario.
Il "trucco" visivo dipende dalla Proiezione di Mercatore, la mappa standard creata nel XVI secolo e usata ancora oggi da Google Maps o nei vecchi atlanti scolastici.
​Rappresentare una terra sferica (3D) su un foglio piatto (2D) senza deformarla è impossibile. Mercatore scelse di salvare gli angoli e le forme dei continenti (fondamentale per i navigatori), ma al costo di dilatare enormemente le dimensioni man mano che ci si avvicina ai poli.

30/06/2026

Visto che in questi giorni stanno circolando moltissime immagini degli edifici colpiti dai fortissimi terremoti in Venezuela, proviamo a capire come funzionano le moderne normative antisismiche.

Quella di cui vi parlo è la normativa italiana, ma i principi sono comuni alla maggior parte delle normative sismiche moderne.

Partiamo da un concetto fondamentale: non esiste un edificio completamente antisismico. Non conoscendo con precisione l'intensità del terremoto che potrebbe verificarsi in futuro (la pericolosità sismica è valutata in termini probabilistici), non è possibile progettare un edificio capace di resistere senza danni a qualsiasi terremoto.

Se ci pensate è lo stesso principio della sicurezza delle automobili: un'auto progettata per proteggere gli occupanti in un incidente a 80 km/h non garantisce la stessa protezione a 300 km/h.

Come si progetta allora un edificio?

Le normative prevedono diversi terremoti di progetto, ciascuno caratterizzato da una diversa probabilità di accadere, e per ognuno fissano un obiettivo prestazionale.

Per i terremoti più frequenti la struttura deve rimanere pienamente operativa, senza danni significativi. È lo Stato Limite di Operatività (SLO), particolarmente importante per edifici strategici come ospedali, caserme e centri di protezione civile.

Per terremoti un po' più intensi si accetta la comparsa di danni limitati, purché siano riparabili con interventi economicamente sostenibili. È lo Stato Limite di Danno (SLD).

Per il terremoto di riferimento per la progettazione di un edificio ordinario (quello con un periodo di ritorno di circa 475 anni) si accetta che la struttura possa subire danni anche molto importanti. Potrebbe persino risultare più conveniente demolirla e ricostruirla. Tuttavia deve continuare a sostenere il proprio peso e consentire alle persone di uscire vive dall'edificio. È lo Stato Limite di Salvaguardia della Vita (SLV), il requisito più importante della progettazione antisismica.

Infine esistono terremoti ancora più rari e più intensi, superiori a quelli di progetto. In questo caso si accettano danni gravissimi, ma la struttura deve evitare un collasso improvviso, mantenendo una minima capacità resistente. È lo Stato Limite di Prevenzione del Collasso (SLC).

A questo punto potrebbe nascere una domanda: perché non costruiamo edifici che resistano ai terremoti più forti senza subire alcun danno?

La risposta è semplice: perché non sarebbe sostenibile. Servirebbero enormi quantità di materiali e costi proibitivi per fronteggiare eventi estremamente rari.

Le moderne normative cercano proprio questo difficile equilibrio: massimizzare la sicurezza delle persone utilizzando in modo responsabile le risorse disponibili.

Per gli edifici strategici e rilevanti, che devono rimanere operativi proprio durante e dopo un'emergenza, si adottano terremoti di progetto con periodi di ritorno più elevati. A parità di prestazione richiesta, vengono quindi considerati eventi sismici più intensi.

18/06/2026

𝗟𝗼 𝘇𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼?

Siamo abituati a pensare al livello del mare come a un riferimento naturale, uguale ovunque. In realtà, definire uno "zero" universale si è rivelato molto più complicato del previsto.

Per secoli il mare è stato utilizzato per misurare l'altitudine dei territori, costruire argini, progettare porti e realizzare carte topografiche. Ma il mare non è mai fermo: maree, venti, correnti, movimenti del suolo e persino la gravità influenzano continuamente il livello delle sue acque.

Dalle prime misurazioni effettuate ad Amsterdam nel XVI secolo ai moderni satelliti radar altimetrici, la storia del livello del mare è anche la storia del tentativo umano di trovare un riferimento comune in un ambiente che cambia continuamente.

Nel nuovo articolo di INGVambiente raccontiamo come è nato il concetto di livello medio del mare e perché lo "zero" che utilizziamo oggi è il risultato di secoli di osservazioni, convenzioni e scoperte scientifiche.
👉 https://buff.ly/RfxqyzM

23/05/2026

Ventilazione meccanica con recupero di calore (MVHR)

Questa illustrazione mostra un sistema di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore (MVHR) integrato in una struttura residenziale.
Il diagramma evidenzia il flusso dell’aria all’interno dell’abitazione: l’aria esterna viene filtrata, riscaldata e distribuita negli ambienti di vita, mentre quella calda e viziata viene estratta dalle stanze umide (cucina, bagno, lavanderia).
Grazie allo scambiatore di calore e al riscaldamento centrale, il sistema assicura comfort termico e alta qualità dell’aria interna, riducendo le dispersioni energetiche attraverso il trasferimento del calore dall’aria in uscita a quella in ingresso.
✅️Componenti principali
- Unità di riscaldamento dell’aria — collocata in soffitta, gestisce filtrazione e regolazione termica prima della distribuzione.
- Condotti isolati (rossi) — rete di tubazioni che trasporta aria condizionata nelle varie stanze, garantendo uniformità di temperatura e ventilazione.
- Apertura di ventilazione (scarico) — terminale sul tetto che espelle aria viziata e CO₂ in modo sicuro.
- Presa d’aria fresca — indicata dalla freccia verde sul timpano, immette aria esterna ossigenata.
- Diffusori e griglie — bocchette a soffitto che rilasciano aria pulita (frecce nere) e aspirano quella esausta (frecce rosse).
- Radiatori — elementi di riscaldamento integrativi a pavimento per calore localizzato, complementari al sistema ad aria.
✅️Panoramica del sistema
L’immagine offre una sezione architettonica chiara di una strategia moderna di riscaldamento e ventilazione ad alta efficienza energetica.
Integrando l’unità di riscaldamento nello spazio sottotetto, il progetto ottimizza la superficie abitabile e sfrutta la pressione e la gravità per mantenere un ambiente salubre.
La rappresentazione sottolinea il principio di equilibrio tra immissione e estrazione dell’aria, rendendo il sistema un elemento chiave della progettazione edilizia sostenibile e del controllo climatico indoor.

23/04/2026
13/04/2026

Nel 1502, Leonardo da Vinci disegnò una mappa così precisa che, quando la NASA sovrappose un’immagine satellitare sopra di essa, risultò quasi identica.
Lascia che questa cosa ti entri in testa per un attimo.

Niente aerei. Niente droni. Niente telecamere. Niente GPS. Niente di tutto questo. Solo un uomo con una bussola e un taccuino che cammina per le strade di una piccola città italiana chiamata Imola.

Ecco cosa è successo.

Cesare Borgia — praticamente l’uomo più pericoloso d’Italia in quel periodo — aveva bisogno di una mappa perfetta di Imola perché stava pianificando di conquistarla. E chi chiama? Leonardo da Vinci.

Leonardo però non si limita a mettersi su una collina e disegnare ciò che vede. No. Percorre ogni singola strada. Misura ogni muro. Ogni porta. Ogni angolo. Usa una bussola e uno strumento di misurazione a rotella che aveva inventato lui stesso. Divide l’intera città in otto sezioni e misura ciascuna di esse con una precisione quasi ossessiva.

E poi fa qualcosa che nel 1502 nessuno avrebbe nemmeno potuto immaginare.

Disegna la città dall’alto. Perfettamente dall’alto. Come un uc***lo. Come un satellite. Una prospettiva che nessun essere umano sulla Terra aveva mai visto davvero con i propri occhi.

Quando i ricercatori moderni hanno preso la sua mappa e ci hanno sovrapposto una foto satellitare — parliamo di un’immagine scattata da circa 640 chilometri sopra la Terra — le strade combaciavano. Le mura combaciavano. Le piazze. Perfino la curva del fiume. Quasi una corrispondenza perfetta.

500 anni di distanza. Una disegnata a mano con inchiostro. L’altra catturata dallo spazio con tecnologia da miliardi di dollari.

Quasi identiche.

Tieni presente che la maggior parte delle mappe del 1502 sembrava disegnata da un bambino. Erano schizzi approssimativi con piccoli disegni di edifici. Nessuno faceva nulla di anche solo lontanamente simile a ciò che fece Leonardo.

Ma Leonardo era così.

Lo stesso uomo che disegnò macchine volanti 400 anni prima che qualcuno volasse davvero. Che studiò il cuore umano con tale precisione che i chirurghi moderni hanno confermato dettagli che non sono stati riscoperti fino al Novecento. Che progettò un carro semovente secoli prima dell’invenzione dell’automobile.

Non aveva tecnologia. Non gli serviva.

Vedeva semplicemente cose che nessun altro riusciva a vedere.

In piedi su una strada sterrata in una piccola città italiana, guardò il cielo e in qualche modo immaginò la vista dallo spazio — 500 anni prima che qualcuno ci arrivasse.

Questa non è genialità. È qualcosa di completamente diverso.

07/04/2026

Measure Everything Only With Your Hands!

Indirizzo

Bovolone
37051

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 19:00
Martedì 08:00 - 19:00
Mercoledì 08:00 - 19:00
Giovedì 08:00 - 19:00
Venerdì 08:00 - 19:00
Sabato 08:00 - 12:00

Telefono

339 4658963

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