L’antico mestiere di fabbro risale agli albori della storia ed è andato sempre più sviluppandosi fino a raggiungere le vette artistiche più alte nei secoli dal XVI al XIX e nel meridione d’Italia, particolarmente nel Napoletano, nel periodo del vice regno spagnolo e del regno borbonico. Ad Aversa insistevano molte botteghe ed officine di fabbro e, fino a prima della II guerra mondiale, una scuola
d’arte presso il convento di San Lorenzo, dove si insegnava a lavorare il ferro battuto. In questa città esiste un quartiere, denominato “Lemitone”, fabbricato, appunto, dagli spagnoli nel sec. XVI, e la seconda arteria viaria dello stesso è via Iommelli, dove,al numero civico 9, si alloca la “Bottega Storica” di Maddalena Giovanni, dove si lavora il ferro in tutti i modi e forme, particolarmente, quello battuto. Seguendo le antiche e storiche tradizioni, da tre generazioni, nella citata “Bottega Storica”, si continua a produrre una lavorazione artistica del ferro secondo metodi tradizionali, con la forgiatura o a freddo, con profusione di maggiore impegno e fatica, per quest’ultimo metodo, ma sempre con la medesima passione. Passione acquisita dal proprio genitore, Nicola Maddalena, che oltre al lavorio vero e proprio gli ha tramandato anche la predisposizione per il disegno, utile all’ ideazione e alla preparazione dei futuri lavori. Quella di fabbro non può considerarsi un’ attività fine a se stessa, ma è strettamente collegata a tante altre. Essa è di completamento e a volte portante nelle attività quali: edilizia, falegnameria, carpenteria, commercio, etc. Anche sotto l’aspetto culturale, la stessa si colloca tra le forme artistiche più belle e alte e, nella “Bottega Storica” , si vuole tenere presente anche di questo aspetto quando si tende ad ideare le opere d’arte in ferro battuto. Si assicura gli appassionati che acquisteranno, oltre le opere, anche tutto l’amore e la passione profusi nel farle.