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La storia
Vi sono luoghi in ogni città, testimoni di particolari momenti o di intere epoche della vita della città stessa. Il Caffè dei Costanti è per Arezzo uno di questi luoghi. Situato in pieno centro storico, il Caffè ha visto Arezzo passare dalla Toscana Granducale all’Italia unita.
Viene aperto nel 1804, nel ridotto della Civiltà Accademica dei Costanti, e come tale è quasi inaccessibile alla cittadinanza, potendolo frequentare soltanto Soci Accademici Fondatori e i nobili delle famiglie più importanti. Negli anni seguenti all’Unità d’Italia il Caffè cessa definitivamente di essere un luogo esclusivo dell’Accademia, e diviene un vivace punto di incontro aperto a tutta la cittadinanza. Una ulteriore svolta per la città ed il Caffè, giungerà con il treno
Nel 1886 si inaugura la stazione ferroviaria, e per collegarla con il centro cittadino, viene aperta l’attuale via Guido Monaco. La facciata del Caffè non è più chiusa da un’angusta viuzza, ma si affaccia nella nuova piazza San Francesco, che diviene il salotto buono di Arezzo, con i suoi tavolini sotto un ampia tenda parasole e i suoi lampioni a gas. Il Caffè vuole ora richiamare i passanti, trasformandosi in Caffè Chantant e agli inizi del secolo diviene anche ristorante.
Nel 1936 passa in gestione alla famiglia Bianconi, gelatai di antica tradizione, che hanno saputo valorizzare, oltre al gelato, anche la pasticceria, rendendo famosi i loro dolci come il “Gattò”, realizzati esclusivamente in maniera artigianale da antiche ricette.Dopo la seconda guerra mondiale, con la ripresa frenetica della ricostruzione, il Caffè resta con il suo fulgore discreto degli specchi, degli stucchi di aretini illustri, dei marmi rossi dei tavoli e del legno degli arredi in ambienti che sanno di cioccolato e sorbetti, di caffè e pasticcini gustati senza fretta fra amici per il piacere di una pausa di un incontro.